8 - 2 - 2012

Archive for ottobre, 2009

Si evidenzia come la procedura sia stata semplificata:
- non serve più inviare l’Allegato A (certificazione energetica) all’Enea
- sull’allegato E (descrizione intervento) basta la firma dell’utente finale e non del tecnico abilitato

Estratto da FAQ ENEA
56. D – Ho saputo che con la recente legge 99/2009 non è più richiesto l’attestato di qualificazione energetica per la sostituzione di
impianti termici con caldaie a condensazione o con pompe di calore. Ma quali sono le modalità operative per potermi avvalere
correttamente di questa semplificazione?
R – L’art. 31 della legge 99 del 23 luglio 2009, in vigore dal 15/8/09, abolisce l’obbligo di produrre l’AQE per coloro che intendono
fruire della detrazione del 55% a valere sul comma 347 della Finanziaria 2007. In assenza di chiarimenti da parte del Ministero Sviluppo Economico, si ritiene che coloro che hanno ultimato i lavori prima del 15/8 siano tenuti a presentare sia l’allegato A che l’allegato E, mentre coloro che hanno completato i lavori a partire dal 15/8 siano soggetti a compilare e ad inviare all’Enea il solo allegato E attraverso il sito di invio http://finanziaria2009.acs.enea.it, lasciando in bianco l’allegato A e selezionando solo la casella in calce a detto allegato in cui si dichiara di aver letto il tutto. Si ricorda anche che è compito dell’utente indicare sull’allegato E il risparmio energetico previsto in seguito all’intervento e che detto allegato non necessita della firma di un tecnico ma solo quella dell’utente finale.

Per conoscenza si allegano anche i vademecum aggiornati per l’installazione di Caldaie e pannelli solari:
(See attached file: vademecum Enea pompe_calore 12 Ottobre.pdf)(See attached file: pannelli_solari 12 ottobre.pdf)

PS: si ricorda che il decreto Regionale potrebbe comunque richiedere la certificazione eneregetica

Questi vademecum redatti dall’Enea sono tra i più consultati da progettisti e certificatori e possono essere divulgati a scopo informativo:

http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/

vademecum-enea-pompe_calore-12-ottobre
pannelli_solari-12-ottobre

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Provincia di Siena: 500 mila euro per impianti solari fotovoltaici a favore di privati ed aziende che presenteranno progetti per l’installazione di impianti fotovoltaici sul territorio provinciale, bando che sarà aperto fino ad esaurimento dei finanziamenti.

Possono accedere ai contributi i privati, condomini di unità abitative e/o edifici e piccole e medie imprese con sede operativa in Provincia di Siena per impianti fino a 20 KW, e saranno privilegiate installazioni di piccole dimensioni (da 3 a 5 KW) e totalmente integrate.

Grazie alle risorse della Fondazione Mps e al Protocollo d’intesa firmato con i 36 Comuni della provincia e con Enel distribuzione s.p.a., verranno erogati contributi in conto capitale, cumulabili con gli incentivi nazionali del ”Conto energia”. Si stima che, così come successo nella precedente edizione, possano essere attivati investimenti totali per ben 5 milioni di euro, cui si aggiunge un risparmio di 180 tonnellate di combustibile fossile e oltre 530 tonnellate di Co2.

Si pensi che riguardo al bando 2008, in un solo anno, dal mese di agosto 2008 al mese di settembre 2009, sono già stati erogati oltre 516 mila euro per la costruzione di 132 impianti fotovoltaici che hanno una potenza installata totale pari a 771,97 KW. E che in due anni la potenza complessiva dei pannelli solari già installati ed in corso di installazione sul territorio di Siena, grazie al bando della Provincia, a quello della Regione Toscana ed in generale alle agevolazioni del Conto energia, è passata dai 200 KW del 2007 a 1,5 MW di oggi, cifra che si pensa di riuscire a raddoppiare per la fine dell’anno.

Tutto questo per un progetto ambizioso e meritorio: riuscire ad essere, in attuazione dei protocolli di Kyoto, la prima provincia “carbon free” in tutta Europa entro il 2015.

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Con l’articolo 31 della recente Legge della Legge 23 luglio 2009, n. 99, il governo ha abolito l’obbligo di produrre l’Attestato di Qualificazione Energetica (Allegato A) per coloro che intendono avvalersi della detrazione del 55% per la sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione, pompe di calore o impianti geotermici.


E successivamente il DM 6 agosto 2009 ha semplificato le procedure e ridotto gli adempimenti amministrativi a carico dei contribuenti che intendano usufruire della detrazione del 55% delle spese per la riqualificazione energetica degli edifici.

Il DM 6 agosto 2009 specifica quando non serve l’asseverazione del tecnico abilitato, semplifica gli adempimenti per la sostituzione di finestre comprensive di infissi e pannelli solari realizzati in autocostruzione, introduce nuovi requisiti minimi delle prestazioni e dell’efficienza energetica delle pompe di calore  e altro.

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In assenza di ulteriori proroghe il bonus del 55% scadrà dunque il 31 dicembre 2010.
FINANZIARIA 2010: Nessuna traccia nel testo della detrazione IRPEF del 55% sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici che, in assenza di ulteriori proroghe, scadrà il 31 dicembre 2010.

Ecoincentivi per risparmio energetico e solare: l’anno scorso il Governo provò a cancellarli del tutto, quest’anno invece sono sparite le risorse in Finanziaria e solo se andrà in porto lo Scudo Fiscale per il rientro dei capitali dall’estero potranno, almeno in parte, continuare.

Il destino del bonus fiscale del 55% per il solare termico e l’efficienza energetica, che consente alle famiglie e alle imprese di installare impianti per l’energia solare termica e l’efficienza energetica con sostanziosi vantaggi per l’ambiente e per le tasche dei contribuenti, è ancora una volta a rischio.

Per Legambiente il segnale che il Governo manda alle imprese e ai cittadini è quanto mai sbagliato, soprattutto in un momento di crisi economica nella quale tutti i Paesi investono proprio sulle energie pulite e quando il risparmio in bolletta possibile con questi interventi darebbe un grande beneficio alle famiglie.

“Tremonti ci ripensi – insiste l’associazione -, riconosca l’errore e individui i fondi in Finanziaria. Il rischio, altrimenti,  è che nessun intervento verrà realizzato per l’incertezza sugli incentivi e perché l’indicazione che arriva è quella di una scarsa attenzione al tema da parte Governo”.

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